La terapia familiare e di coppia offre una soluzione più rapida nelle difficoltà di relazione

In questo breve contributo desideriamo spiegare le differenze e i vantaggi che la terapia di coppia e la terapia familiare potrebbero rappresentare rispetto ad un percorso tradizionale di terapia individuale alla persona.

La terapia di coppia nasce dall’approccio della terapia familiare

Prima di tutto definiamo la differenza tra la terapia di coppia e la terapia familiare che appartengono allo stesso approccio ma hanno una differenza sostanziale:

la terapia di coppia nasce nell’ambito della terapia familiare e si rivolge alla relazione a due.

Per semplificare la terapia familiare e di coppia potremmo dire che:

  • nella terapia di coppia abbiamo due persone che si confrontano nel ruolo di compagna e di compagno;
  • nella terapia familiare abbiamo due persone che si confrontano nel doppio ruolo di papà/marito e di mamma/moglie.

Da questa differenza si capisce che la terapia di coppia è come se fosse “ricompresa” nell’approccio più generale della terapia famigliare.

D’ora in poi parleremo di “terapia di coppia e/o familiare” per distinguerla dalla “terapia individualetradizionale.

Il coinvolgimento delle famiglie di origine nella relazione di coppia

l percorsi di terapia familiare (e di coppia), partendo dalla relazione a due, permettono di approfondire come vengono coinvolti i sistemi delle famiglie di origine per ciascuno dei componenti della coppia e come questi interagiscono e influenzano la loro relazione.

Terapia familiare e di coppia

Avvio del percorso: convocazione di coppia e/o familiare

L’elemento distintivo, nel corso degli anni, è quello della convocazione della coppia e/o della famiglia, rispetto alla singola persona.

Questo avvio del percorso può proseguire e confluire, integrandosi, in un successivo percorso di coppia/famigliare.

Ad esempio uno dei componenti della coppia può sentire il bisogno di intraprendere il percorso individualmente e poi, solo in un secondo momento, anche l’altro componente della coppia può essere coinvolto, passando da un percorso individuale ad un percorso di coppia/familiare.

La nascita della terapia familiare: “in prima persona” si comprendono le difficoltà e “di fianco” all’altro/all’altra si affrontano insieme

Il terapeuta familiare crea le condizioni perché la coppia/i genitori possano ripensare alla propria relazione con l’altro e a quella con il figlio/i figli, giungendo “in prima persona” ad una comprensione delle difficoltà e ricevere poi “di fianco” all’altro/all’altra, in seconda battuta, un supporto sulle possibili vie d’uscita dalla crisi.

Famiglia e coppia: uscire dalla crisi

Dalle difficoltà agli “impegni su misura” per la famiglia e la coppia per uscire dalla crisi di relazione.

Un ulteriore elemento per dare continuità e spessore alla terapia familiare e di coppia è quello degli impegni ad hoc, cioè pensati su misura, che la coppia (e la famiglia) si prendono da incontro ad un altro.

Si possano infatti affrontare nella quotidianità le difficoltà per sostituirle con nuove modalità di relazione.

In altre parole la terapia consente alla coppia (e alla famiglia) di esplorare altre strade, con nuove e migliori esperienze sul piano emotivo, affettivo e comportamentale, per affrontare la crisi.

A cosa servono gli “impegni su misura”? Servono a …

  1. … cambiare le regole del gioco in atto nella coppie (e nella dinamica familiare), cioè impedire le interferenze, senza dirlo esplicitamente. Ciò consente alla coppia (e alla famiglia) che esegue l’impegno su misura di fare un’esperienza mai provata prima, modificando le consuete modalità di relazione.
  2. … spingere i componenti della coppia ad una possibile “competizione” per chi si impegnerà nello sforzo di risultare “il più bravo” a portare avanti l’impegno.
  3. … produrre, comunque, degli effetti secondari positivi nella dinamica di relazione, sia che la coppia (e la famiglia) esegua l’impegno, sia che non lo esegua.

Quindi con la terapia di coppia e la terapia familiare, se prima il cambiamento doveva passare solo attraverso la riflessione, le parole, la presa di coscienza, adesso viene scoperta la grande forza di cambiamento proprio nel far sperimentare, non solo in seduta, ma anche all’esterno i cambiamenti di relazione e comunicazione.

Per ogni cliente, per ognuno di noi, il dilemma è sempre lo stesso: quando sto male mi interessa solo il rimedio che mi dona immediatamente il benessere, la pillola che pone fine al mio mal di denti.

Iniziare il percorso terapeutico

Il percorso terapeutico ci porta a vedere la necessaria integrazione tra capire e cambiare.

La necessità di coordinare e integrare quanto può produrre cambiamenti immediati e quanto aiuta a costruire nuovi significati.

In questo senso una prima seduta di consultazione dovrebbe consentire spiegazioni, consigli, impegni che cerchino di arrecare un primo sollievo (cioè qualche elemento di novità nel modo abituale di trattare il problema) sia le prime intuizioni di un cammino riflessivo e autoriflessivo.

Certamente la terapia di coppia e familiare punta con forza sulle risorse del cliente, sulla sua parte sana, e contemporaneamente mette in gioco le risorse della coppia e della famiglia precedentemente esclusa e neutralizzata.

La terapia familiare è particolarmente indicata proprio per i clienti con difficoltà nella relazione di coppia e/o nella dinamica familiare, perché può intervenire sull’atteggiamento della coppia e della famiglia nei confronti del cliente che altrimenti si sarebbe rivolto individualmente al terapeuta, contrastando quella sfiducia e quella critica nella relazione di coppia e nel sistema familiare che lo fanno star male.