1. Ogni bambino è diverso

Diffidiamo delle “tecniche” che promettono di risolvere magicamente i problemi del sonno! Ogni bambino è diverso e ha i propri tempi sia per crescere, sia per accettare i cambiamenti proposti. Ciascun intervento sul sonno deve, pertanto, essere individualizzato e tener conto dei tempi e del temperamento di ciascun bambino.

Un esempio di metodo non individualizzato che ha avuto molta presa negli scorsi anni è il metodo Estivill. Questo metodo ha avuto una larga diffusione senza tuttavia avere alcuna valenza scientifica. Ne avrai sentito parlare: è il metodo in cui il genitore deve lasciar piangere suo figlio per tempi via via più lunghi col fine di “insegnargli” a dormire da solo. Ebbene, lo stesso Estivill ha ritrattato l’efficacia del suo metodo, anche perché la scienza ha dimostrato che i bambini non apprendono così a dormire da soli, ma smettono di piangere perché si arrendono di fronte all’idea che i genitori andranno a consolarli. Fin qui sembrerebbe quasi una magia ma, misurando i livelli di stress di quei bambini, si è scoperto che tali livelli erano molto alti.

  1. Parola d’ordine: rilassamento

Pensiamo a quanto, anche per noi, sia importante rilassarsi per prendere sonno. L’assenza di rilassamento dovuta, ad esempio, alla difficoltà di staccare dal lavoro o a problemi di vario tipo, può precludere la possibilità di addormentarsi facilmente. La stessa cosa vale anche per i più piccoli, con la differenza che loro hanno bisogno di essere accompagnati a scoprire come rilassarsi.

Ma come facciamo ad accompagnare i nostri figli a rilassarsi?

  • Riducendo stimoli e rumori, soprattutto nell’ora precedente alla nanna. Lo si può fare, ad esempio, abbassando le luci, spegnendo la tv, eliminando congegni elettronici (es. tablet, cellulare), parlando a voce più bassa etc… Questo perché luci e rumori, eccitando il sistema nervoso, interferiscono con la fase di addormentamento.
  • Proponendo un rituale sempre uguale che comprenda aspetti che rilassano il piccolo (es. canzoncina, favola etc..). I bambini, non avendo il senso del tempo che passa, non riescono a prevedere gli eventi; i rituali sono importantissimi proprio perché aiutano a prevedere gli eventi.
  1. Variare, variare, variare!

  • È importante offrire diversi tipi di consolazione (coccola, cullarlo, canzoncina etc..) non solo di notte ma anche quando il bambino piange durante il giorno.
  • Adattare la routine utilizzata all’età.
  1. Dare sicurezza per sviluppare la sua autonomia

È fondamentale sintonizzarsi sui bisogni dei propri piccoli! Ma che cosa vuol dire sintonizzarsi sui bisogni? Vuol dire comprendere quali siano e come soddisfarli. Sono bisogni non solo quelli fisiologici (bere, mangiare, dormire) ma anche quelli relazionali. Se il bambino sa che quando ha un bisogno il genitore risponderà, si sentirà sicuro. Solo se si sentirà sicuro il bambino potrà esplorare l’ambiente liberamente, diventando pian piano autonomo. In altre parole, la sicurezza è la base per sviluppare l’autonomia.

  1. Cogliere i primi segnali di stanchezza

Quando i bambini sono troppo stanchi, diventano nervosi, intrattabili; essendo in questo stato d’animo, fanno molta fatica a rilassarsi e quindi ad addormentarsi. Per evitarlo, può risultare utile cogliere i primi segni di stanchezza e iniziare a prepararsi per la nanna in quel momento. Anticipare l’orario della nanna potrebbe essere un ulteriore passo da fare se vediamo che la stanchezza arriva sempre prima dell’orario stabilito per andare a letto.

  1. Il riposo della mamma

Una mamma stanca e quindi più nervosa può trasmettere, anche se non volontariamente, questo stato d’animo al piccolo che sarà in allerta e difficilmente si abbandonerà al sonno. Altrettanto importante è che la mamma si prenda degli spazi per sé. Prendersi degli spazi per sé (anche per dormire) sembrerebbe un aspetto secondario, ma in realtà è uno degli aspetti che quasi tutte le mamme tendono a sottovalutare; questo accade perché le mamme sono completamente assorbite dal nuovo ruolo di mamma e dalle responsabilità che ne conseguono. Ma questo è un aspetto tanto sottovalutato quanto importante; basti considerare che è uno dei fattori che aumenta sensibilmente il rischio di depressione post-partum, se non considerato. Ogni persona ha il bisogno di uno spazio per sé! Prendersi del tempo per riposare non toglierà niente al tuo piccolo, al massimo gli restituirà una mamma più rilassata e un rapporto di maggior qualità.

Sarebbe quindi auspicabile:

– accettare aiuti esterni in modo da prendersi degli spazi per sé;

– approfittare per dormire quando il piccolo dorme, anche se di pomeriggio.